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Studiare 24 ore di fila è davvero una buona idea? Come organizzare lo studio

Studiare 24 ore di fila? Se ti stai ponendo questa domanda, appartieni forse alla categoria degli studenti che non conosce la parola costanza. Gli studenti universitari e non, infatti, si dividono in due categorie, vale a dire i costanti e i maratoneti. I primi sono in grado di stabilire un programma e seguirlo passo dopo passo, investendo un tot di ore al giorno nello studio. I maratoneti, invece, si riducono all’ultimo secondo, sottoponendosi a grandi sforzi e concentrando lo studio in pochi giorni.

Quest’ultima modalità non è sicuramente la più facile e la meno stressante. Perché adottarla allora? Le maratone da 24 ore sono accettabili in una serie di situazioni: lavori e non hai altre opzioni, devi accudire la famiglia e hai poco tempo, la tua modalità di studio in stile maratoneta è ormai talmente consolidata che non riesci a fare diversamente. Se ti riconosci in una delle tre situazioni appena elencate, scopri come preparare i tuoi esami universitari senza rimandarli e come organizzare le tue sessioni da 24 ore. 

Studiare un giorno intero: programma pause regolari

La principale difficoltà di un programma che prevede di studiare 24 ore di fila è la stanchezza. Rischi cioè di affaticare la mente e di non riuscire ad assimilare informazioni e concetti nuovi. Il segreto in questo caso è fare tante pause. Nelle tue 24 ore sono previste almeno 8 ore di sonno e almeno 2 ore per il pranzo e per la cena. Questo significa che hai 14 ore da dedicare allo studio. Sono decisamente tante, le pause quindi sono più che necessarie. Programma una pausa di 5 minuti ogni 25 minuti e totalizzerai circa 12 ore di studio. Cosa fare, però, in quel breve lasso di tempo per staccare davvero? Non ti conviene controllare sempre il cellulare perché la pausa rischia di sforare i 5 minuti. Per distrarti davvero le cose migliori da fare sono:

  • bere qualcosa (acqua o succo di frutta. Non esagerare con caffè e tè)
  • mangiare uno spuntino leggero con della frutta
  • fare un po’ di stretching
  • migliorare la concentrazione con qualche esercizio di respirazione
  • ascoltare una canzone per ridarti la carica

Studiare 24 ore di fila: cerca di raggiungere lo stato di flow

Dubiti che fare una pausa ogni 25 minuti ti consenta di raggiungere il tuo obiettivo di studio? In realtà, non è così. Venticinque minuti, infatti, è il lasso di tempo di cui ha bisogno il nostro cervello per entrare a pieno titolo nel cosiddetto stato di flow-flusso.

Si tratta di un concetto teorizzato dallo psicologo Mihály Csíkszentmihályi. Quest’ultimo ha usato la definizione stato di flusso per identificare quel momento in cui mente e corpo sono totalmente assorbiti dalla stessa azione, che può essere fisica o intellettuale. Per intenderci meglio: hai presente quando fai qualcosa che ti assorbe talmente tanto da non accorgerti di quanto ti accade intorno? Ebbene, quello è lo stato di flow.

Per studiare 24 ore di fila, ottenendo il massimo risultato possibile, devi entrare in questa condizione di concentrazione assoluta. Si tratta cioè di una sorta di stato di grazia in cui sei quello che stai facendo. Ci sono almeno 3 cose da fare per facilitare il raggiungimento di questo altissimo livello di concentrazione:

  • fissa degli obiettivi chiari e precisi (tot pagine da studiare e di esercizi da fare)
  • alza l’asticella e stabilisci degli “obiettivi sfida”. Se vuoi tenere alto il ritmo e impedire alla noia di avere la meglio, devi creare il giusto equilibrio tra le difficoltà da affrontare e le tue competenze individuali. Dodici ore di studio sono tante e un pizzico di sfida con se stessi è fondamentale per tagliare il traguardo
  • alterna studio teorico ed esercizi pratici. Lo stato di flow si alimenta con continui feedback. Più metti alla prova quanto hai appreso e più ti senti motivato. Ecco perché è importante fare subito esercizi pratici oppure completare un argomento e sottoporsi a un piccolo test/simulazione d’esame

Studiare tante ore di seguito: alterna lettura silenziosa e lettura ad alta voce

Una ricerca dell’Università di Waterloo (Canada) ha dimostrato che la lettura ad alta voce aiuta l’apprendimento. Se leggi ad alta voce, infatti, assimili la stessa informazione in due modi: attraverso la vista e attraverso l’udito (riascolti le parole dalla tua voce). Si tratta di una modalità che aiuta molto la memoria a lungo termine, grazie al cosiddetto effetto produzione.
Certo leggere tutto il materiale di un esame ad alta voce non è fattibile. Ti stancheresti molto di più e, soprattutto, impiegheresti molto più tempo. Come fare allora? Ecco a te qualche suggerimento:

  • leggi e sottolinea i concetti chiave di ogni singolo capitolo
  • rileggi ad alta voce solo i concetti chiave e fallo lentamente per accertarti di aver compreso tutto per bene. Puoi anche leggere i singoli concetti più di una volta. Dopo questa fase prenditi una piccola pausa
  • copri ciascuno dei passaggi chiave sottolineati con la mano e cerca di spiegargli ad alta voce. Usa il metodo del teach to learn. Cosa significa? Cerca di esprimere le informazioni con parole tue e in modo semplice, come se le stessi spiegando a qualcuno

Come vedi, questo metodo ti consente di memorizzare nozioni nuove, rielaborarle con parole tue e metterti alla prova verificando quanto e cosa hai assimilato. Se ti rendi conto di non aver appreso bene dei concetti, puoi rimediare ripetendo i passaggi qui sopra.

Non pensare all’esame o alla prova da sostenere

Per studiare 24 ore di fila non devi pensare all’esame da affrontare. È vero forse ti sei ridotto all’ultimo minuto e la data della prova è davvero ravvicinata. Devi provare, però, a non pensarci. In caso contrario studiare tante ore sarà impossibile. Subentreranno, infatti, sentimenti come stress, tensione, delusione e rabbia per la tua incapacità di essere costante.

Per far sì che lo studio sia sereno e rilassato e le ore diventino produttive devi concentrarti sul processo di apprendimento, mettendo da parte il risultato che vuoi ottenere (superare l’esame con un voto decente/buono).

Se ti focalizzi solo sulla sfida di apprendere quella determinata materia, il buon esito dell’esame verrà da solo.  Non si tratta di un semplice incoraggiamento, ma di una “promessa” che si fonda sui risultati di una ricerca condotta a Stanford. I ricercatori cioè hanno dimostrato che gli studenti migliori sono quelli capaci di concentrarsi sul processo di apprendimento e non sul voto da conquistare.

Adottare questa forma mentale ti permette davvero di padroneggiare materie considerate difficili, come diritto privato, scienza delle costruzioni, matematica e così via. Poniamo che tu non sia riuscito a studiare tutto il programma perché, nonostante le tue full immersion, il tempo a disposizione si è rivelato insufficiente. Ebbene, conoscerai così bene le nozioni principali da riuscire, con tutta probabilità, a superare la prova.

Consigli pratici per studiare 24 ore di fila senza impazzire

Ecco a te qualche piccolo consiglio pratico per riuscire a stare seduto alla scrivania per tanto tempo:

  • alzati spesso per sgranchirti le gambe
  • tieni la scrivania sempre in ordine
  • apri ogni tanto le finestre per cambiare l’aria
  • cerca di bere spesso (la disidratazione non aiuta il lavoro del cervello)
  • fai pasti equilibrati. Ci sono alimenti in grado di aiutarti a studiare. Potresti mangiare, per esempio, i mirtilli che favoriscono la rigenerazione delle cellule cerebrali. Per la memoria, invece, servono carne di pollo e uova. Infine se vuoi ridurre l’ansia, scegli salmone, noci, trote, semi di lino, semi di zucca e sardine.

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Perché dare subito un esame difficile e NON rimandarlo?

Hai un calo di concentrazione e ti chiedi perché dare subito un esame? Di solito, gli studenti universitari tendono a rimandare i cosiddetti “esami bestia nera”, vale a dire le materie considerate più difficili del percorso. Per gli iscritti a giurisprudenza si tratta di procedura civile o diritto penale, mentre per gli iscritti a ingegneria il primo posto tra le materie più ostiche spetta a scienza delle costruzioni. Procrastinare non è mai la scelta più giusta, soprattutto quando l’esame in questione è abbastanza complesso. Scopri insieme a noi perché dovresti sostenere subito le “bestie nere” del tuo corso di laurea.

Gli effetti negativi del procrastinare gli esami

Perché dare subito un esame? Inizialmente, rimandare una prova può sembrare una cosa da poco. Semplicemente, passi a un’altra materia e hai la sensazione di procedere comunque lungo il tuo percorso universitario. Si tratta, però, di una percezione ingannevole perché gli esami restano lì fermi e diventano uno scoglio sempre più grande con il trascorrere del tempo. Ti elenchiamo qui sotto alcune delle conseguenze negative del rimandare una prova:

  • ritrovarsi a fine percorso con gli esami del primo anno
  • non avere più il ricordo fresco delle lezioni, che andranno tutte riprese
  • maggiore stanchezza mentale causata dall’aver già dato un certo numero di esami
  • riduzione della possibilità di sostenere l’esame in questione con i propri compagni di studio (che con tutta probabilità lo avranno già dato)
  • aumento della sensazione di frustrazione di fronte a una materia che avresti già dovuto dare
  • accentuazione della paura del fallimento

Purtroppo, tutti questi effetti collaterali ne producono un altro che è davvero pericoloso per gli studenti: la dilatazione dei tempi con la conseguenza di andare fuori corso. Già solo la possibilità di evitare questo rischio, dovrebbe farti capire perché è importante dare subito un esame difficile, anche quando non sei preparato abbastanza o credi di non essere preparato abbastanza. 

Rimandare esami: eccesso di perfezionismo

I motivi per cui si tende a rimandare un esame possono essere diversi. Si va da quelli banali, come la scarsa preparazione, a quelli meno scontati. Tra questi ultimi, per esempio, c’è la mania del perfezionismo. Cosa significa? Quando l’esame da affrontare è considerato complesso, si viene colti dall’idea di dover studiare tutto alla perfezione, pena il mancato superamento della prova.

Eccedere nel perfezionismo può avere come effetto controproducente l’ingresso nel tunnel “non sono abbastanza preparato”. Questo pensiero impedisce, il più delle volte, di presentarsi davanti al docente e sostenere l’esame. Se appartieni a questa categoria di studenti, devi assolutamente fare un tentativo, perché dare subito un esame difficile ti consente di evitare la frustrazione e lo sconforto. La tua situazione, infatti, è più complessa rispetto a quella di chi non ha studiato o si è preparato poco. Tu hai studiato, ma non ritieni di averlo fatto al punto da raggiungere il livello di perfezionismo che ti sei prefissato. Questa sensazione scatena insoddisfazione e abbattimento, due grandi nemici della concentrazione e della motivazione. Impiegherai così il doppio del tempo per preparare l’esame e finirai inevitabilmente per trascurare le altre materie e per ritrovarti in ritardo con le sessioni. 

Come evitare l’esagerata pignoleria

Quando fissi standard troppo alti, non riesci più ad applicare una strategia di studio finalizzata al superamento dell’esame. Il tuo obiettivo, infatti, non è conoscere la materia per filo e per segno. Quando ti metti a studiare hai uno scopo ben preciso: superare l’esame. Hai un certo lasso di tempo a disposizione, devi preparare anche altre prove e pretendere di conoscere a menadito un programma non ti aiuta a pianificare correttamente lo studio.

Ci sono, infatti, aspetti di una materia più importanti rispetto ad altri. Ti basta porti una domanda: su quali argomenti si è soffermato maggiormente il professore? Questa è già una linea guida che ti dà un’idea di cosa meriti maggiore attenzione. Prova a esercitare anche il tuo spirito critico e a valutare gli argomenti da approfondire di più. 

Qui sotto, trovi qualche piccolo suggerimento per studiare senza eccedere nel perfezionismo:

  • ridimensiona i tuoi standard e non assecondare la tua tendenza alla pignoleria
  • evita di giudicare l’esame difficile come una materia a sé stante. Consideralo solo una tappa del tuo percorso insieme a tutti gli altri esami
  • coltiva la sicurezza in te stesso e la tua capacità critica
  • adotta una strategia di studio: prendi appunti e rielaborali, pratica l’ascolto attivo durante la lezione, allena la lettura veloce, usa parole e concetti chiave per fissare gli argomenti principali

Dare subito un esame per esorcizzare la paura

Hai studiato controvoglia? Ti sei impegnato ma non sei soddisfattissimo dei risultati raggiunti? Ti sei preparato con l’ansia di non essere in grado di superare l’esame che giudichi troppo difficile per te? In tutti questi casi dovresti mettere da parte le tue convinzioni e presentarti in aula tenendo bene a mente due cose, vale a dire potresti non superarlo e stai facendo un semplice tentativo con l’obiettivo di:

  • scoprire in cosa consiste esattamente la prova
  • individuare meglio i tuoi punti deboli
  • capire quanto e come studiare 
  • rompere il ghiaccio

Presentarti con questo spirito aumenta, senza dubbio, le tue chance di superare l’esame. Magari non otterrai un voto altissimo, ma puoi sempre decidere di rifiutare e ripetere. Dovrai essere tu a fare le giuste valutazioni in base alla tua media e ai tempi. Dai comunque prima un’occhiata al regolamento universitario. Ci sono atenei che consentono di ripetere un esame senza problemi e atenei che impongono il salto d’appello. Di cosa si tratta? Poniamo che in una sessione ci siano tre date. Puoi tentare nella prima e nella terza data, dovrai cioè saltare la seconda.

Perché dare subito un esame complesso? Testi la tua strategia

Quando arrivi all’università dopo 13 anni di scuola hai un certo bagaglio di nozioni di base, ma spesso ti manca un metodo di studio. Hai semplicemente imparato delle cose, senza che nessuno ti abbia veramente insegnato come farlo. Per riuscire negli studi universitari, invece, non bisogna essere dei geni con quozienti intellettivi superiori alla media. È indispensabile avere un metodo. 

Prima di iniziare a studiare fermati un attimo e metti a punto la tua strategia. In questa fase tieni a mente che hai delle tempistiche da rispettare e che il tuo obiettivo è il superamento degli esami. Punta tutto sull’organizzazione: cosa fare, quando e come. Non guasta anche pensare che il tuo percorso dovrebbe essere sempre il più sereno possibile.

Quale prova migliore per testare l’efficacia del metodo prescelto se non l’esame più difficile per eccellenza? Se la tua strategia si rivela vincente e superi la prova, la tua autostima cresce, la motivazione si consolida e il percorso si rivela in discesa. Nella situazione contraria, invece, farai tesoro del piccolo intoppo per migliorare il tuo metodo. 

Imparare a ridimensionare il fallimento

La bocciatura dovrebbe essere un’eventualità da mettere sempre in conto. Perché dare subito un esame? Per imparare a ridimensionare il fallimento o meglio per imparare a non considerarlo tale. A tutti capita di non centrare subito gli obiettivi al primo colpo. È solo un tentativo andato male che non pregiudica il successo del secondo tentativo. Per acquisire questa mentalità evita a tutti i costi di procrastinare, perché rimandare è solo un modo per assecondare le proprie paure e ingigantire frustrazione e abbattimento.

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Diploma in ragioneria: cosa fare dopo?

Hai digitato online diplomato in ragioneria cosa fare dopo? Se sei indeciso sul tuo futuro dopo il diploma, ti aiutiamo a fare chiarezza. Il tuo titolo di studio ti consente di cimentarti subito nel mondo del lavoro o di proseguire gli studi. Devi solo fermarti un attimo a riflettere e scoprire cosa vuoi fare davvero. Potresti anche decidere di non scegliere tra l’una o l’altra opzione e diventare uno studente lavoratore. Per capire meglio quali sono le tue opportunità, leggi la nostra guida qui sotto.

Cosa fare dopo ragioneria: gli sbocchi lavorativi

La domanda “diplomato in ragioneria cosa fare dopo?” ha una risposta più che ovvia: il ragioniere. Come sicuramente sai, la riforma Gelmini del 2006 ha rivoluzionato le denominazioni degli istituti tecnici. La vecchia ragioneria I.G.E.A (indirizzo giuridico, economico, aziendale), che dava accesso al diploma di ragioniere e perito commerciale, è stata sostituita dal nuovo indirizzo in amministrazione, finanza e marketing.

Dopo aver concluso i cinque anni di scuola, consegui un titolo che ti dà accesso immediato al mondo del lavoro. Potrai cioè inserirti nel settore amministrativo e contabile di:

  • assicurazioni
  • banche
  • aziende private
  • aziende pubbliche
  • imprese di servizi
  • imprese commerciali
  • studi di consulenza

Andresti cioè a occuparti di contabilità, amministrazione, gestione del personale, gestione commerciale e così via. Hai inoltre l’opportunità di lavorare sia come dipendente che come libero professionista. In questo secondo caso sarai a capo di un tuo studio di fornitura di servizi di ragioneria e contabilità alle aziende clienti.

Se il ruolo di ragioniere contabile non ti attira, puoi tentare la carriera di amministratore di condominio. Dopo il diploma, segui semplicemente un corso specifico e sostieni un esame finale. Quest’ultimo, infatti, ti consente di ottenere l’idoneità all’esercizio della professione. 

Un’altra delle professioni abbastanza in linea con il corso di studi in ragioneria è quella del perito assicurativo. Per intraprendere questa carriera sono necessari 2 anni di tirocinio presso un perito abilitato. Dopodiché hai diritto a sostenere la prova CONSAP per conseguire l’abilitazione e diventare a tutti gli effetti un perito assicurativo.

Diplomato in ragioneria cosa fare dopo: laurea in economia

Se vuoi continuare a studiare, il tuo dubbio sarà sicuramente dopo ragioneria quale facoltà scegliere? Ebbene, lo sbocco naturale sarebbe la laurea in economia. Le materie che hai studiato alle superiori, infatti, ti consentono di affrontare il percorso di studi in economia con una certa tranquillità. Il piano di studi della laurea in economia aziendale e management (L-18), infatti, include i seguenti esami:

  • economia aziendale
  • statistica
  • diritto pubblico
  • ragioneria generale e applicata
  • economia e gestione delle imprese
  • diritto del lavoro
  • organizzazione aziendale

Come puoi notare, si tratta di materie di cui disponi già un’infarinatura. Scegliendo economia, inoltre, hai comunque la possibilità di fermarti alla laurea triennale oppure di investire altri due anni e proseguire con la laurea magistrale. 

Laurearsi in giurisprudenza e diventare avvocato tributarista

Un’altro degli sbocchi possibili è la laurea in giurisprudenza. Durante gli anni di ragioneria, infatti, non si studiano solo materie economiche, ma anche diritto.

Potresti decidere, dunque, di iscriverti alla facoltà di giurisprudenza con un obiettivo preciso: diventare un avvocato tributarista.

Si tratta, infatti, di una figura professionale che riunisce sia le competenze in diritto che quelle in materia fiscale e tributaria e le mette a disposizione dei clienti alle prese con problemi di natura fiscale. Si occupa cioè di difendere i clienti davanti alle commissioni tributarie (contenziosi tributari). In realtà, il lavoro non si esaurisce in tribunale perché questi professionisti svolgono anche attività di consulenza in materia fiscale.

L’iter per diventare avvocato tributarista è abbastanza lungo. Dopo la laurea in giurisprudenza, infatti, è necessario il periodo di praticantato di 18 mesi presso uno studio legale e il superamento dell’esame di Stato per ottenere l’iscrizione all’albo degli avvocati e l’idoneità all’esercizio della professione forense. La materia tributaria, tra l’altro, è così specifica che sarebbe bene fare il praticantato presso uno studio di avvocati tributaristi oppure seguire un master post laurea.

Iscriversi a ingegneria, matematica o statistica

Trattandosi di un istituto tecnico molto completo, la domanda un “diplomato in ragioneria cosa fare dopo?” può avere come risposta anche l’iscrizione a facoltà universitarie come ingegneria, informatica, matematica o statistica.

La formazione ricevuta, infatti, consente di intraprendere tutti questi percorsi. Ovviamente, la preparazione scolastica è solo una base di partenza. Nessuno ti impedisce, per esempio, di scegliere una facoltà come Lingue e letterature straniere. In fondo, durante i cinque anni delle superiori hai studiato ben due lingue straniere!

Se invece vuoi sfruttare appieno la formazione ricevuta, potresti optare per una facoltà come ingegneria gestionale. Il piano di studi prevede materie che troverai molto interessanti, soprattutto se hai apprezzato il programma dei tuoi cinque anni di ragioneria. Nel corso della laurea triennale, infatti, ti ritroverai a dover sostenere esami in economia applicata all’ingegneria, logistica, gestione aziendale, sistemi integrati di produzione e gestione dei sistemi produttivi.

Allora cosa pensi di fare dopo il diploma: vuoi lavorare subito oppure proverai a continuare a studiare?

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Come scrivere un curriculum vitae per uno psicologo?

Vuoi capire come scrivere un curriculum vitae per uno psicologo perché sei agli sgoccioli del tuo percorso all’Università di Rieti? Il CV è il biglietto da visita fondamentale per trovare lavoro. I curriculum non sono tutti uguali, ma cambiano in base alla professione. Per quanto riguarda formattazione e informazioni dovrai seguire delle regole generali. Hai bisogno, però, di consigli specifici per esaltare al meglio le tue capacità come psicologo. Allora, armati di carta e penna e segnati i nostri suggerimenti per un perfetto CV da psicologo.

Curriculum vitae per uno psicologo: le informazioni fondamentali

Nello scrivere il curriculum devi attenerti a qualche piccola regola, come non superare le 2/3 pagine e inserire sempre le seguenti informazioni:

  • dati personali e di contatto
  • esperienze professionali
  • percorso formativo
  • autorizzazione al trattamento dei dati personali, con una dicitura simile a questa: Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi dell’art. 13 Dlgs 196 del 30 giugno 2003 e dell’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679) ai fini della ricerca e selezione del personale

Suddividi il curriculum in blocchi e usa un carattere semplice, come Arial o Times New Roman. Per favorire la lettura adotta l’interlinea da 1,5 e stai molto attento anche all’ortografia. Prima di inviare il CV, infatti, ti conviene sempre controllare in modo da correggere eventuali refusi, che non colpiscono mai favorevolmente i selezionatori.

Come esaltare le esperienze da psicologo

Le esperienze lavorative sono il cuore del curriculum vitae di uno psicologo. Non è sufficiente indicare il periodo, il datore di lavoro e la mansione. Sarebbe bene spiegare in maniera molto sintetica l’attività svolta, in modo da evidenziare la propria professionalità.

Qui di seguito, ti proponiamo un esempio corretto e uno sbagliato di CV con le esperienze lavorative presentate in maniera descrittiva. È molto importante fornire anche qualche piccolo dato utile riguardo i risultati ottenuti in modo da facilitare la riuscita del colloquio.

Esempio corretto:

  • Aprile 2019 – Giugno 2021
  • Centro Mental Health
  • Contatto settimanale diretto con 20 pazienti autistici
  • Sedute di musicoterapia e arteterapia con miglioramenti evidenti nel 60% dei pazienti
  • Servizio di consulto e assistenza online e via chat

Esempio scorretto

  • Aprile 2019 – Giugno 2021
  • Centro Mental Health
  • Terapia psicologica di sostegno e consulenza online

Come vedi, il primo esempio racconta molto di più del candidato. Non solo, il selezionatore ha un’idea precisa delle mansioni svolte e ha anche un piccolo riscontro delle capacità in base ai risultati riportati. Per essere convincenti, però, bisogna dire la verità. Se vuoi sottolineare gli eventuali obiettivi raggiunti, non puoi mentire o trasformare in positivo un risultato negativo. In questo caso diventi poco credibile e la bugia ti si ritorcerà sicuramente contro.

CV psicologo alle prime armi

Ti sei appena laureato e non hai molte esperienze, ma vuoi cominciare a cercare lavoro? Allora, dovrai sottolineare molto bene il tuo percorso formativo e valorizzare gli stage, i tirocini e le piccole esperienze fatte.

Se hai fatto solo uno stage durante il periodo universitario, per esempio, devi specificare bene le mansioni svolte. Poniamo che ti sia laureato in Psicologia, Scienze e Tecniche psicologiche (L24) e abbia fatto un periodo di stage in azienda nel settore risorse umane. Hai terminato gli studi e vuoi inviare il tuo CV per lavorare proprio in questo ambito. Come esaltare la tua unica esperienza? Qui di seguito, ti proponiamo sempre la versione sbagliata e quella corretta.

Esempio giusto

  • Gennaio 2021 – Giugno 2021
  • Società Happy at Work 
  • costruzione di 3 gruppi di ascolto per dipendenti
  • somministrazione di questionari per sondare i temi della salute al lavoro
  • colloqui personali e di gruppo per il miglioramento del benessere dei dipendenti
  • introduzione di un protocollo di prevenzione dei fenomeni di mobbing

Esempio sbagliato

  • Gennaio 2021 – Giugno 2021
  • Società Happy at Work 
  • coaching aziendale e colloqui personali e di gruppo

Quali competenze inserire nel CV?

Nel curriculum vitae di uno psicologo vanno inserite anche una serie di competenze, da elencare dopo le informazioni essenziali citate sopra. Non si tratta delle cosiddette competenze tecniche, quelle cioè che hai acquisito nel tuo percorso di studi. Un selezionatore le desume dal tipo di studi che hai fatto e hai debitamente indicato.

Devi citare le cosiddette soft skills. Cosa sono? Si tratta delle qualità trasversali riguardanti la sfera personale, che per uno psicologo sono importanti. Non creare un elenco lunghissimo perché altrimenti rischi di scrivere un CV troppo prolisso e di annoiare il tuo selezionatore. Bastano un massimo di 3/5 abilità. Qui di seguito, trovi un esempio di quelle considerate indispensabili per intraprendere la professione di psicologo:

  • capacità di osservazione
  • senso critico
  • affidabilità e integrità
  • abilità di negoziazione
  • empatia
  • altruismo
  • autocontrollo emotivo e propensione alla gestione dello stress anche nelle situazioni difficili
  • valorizzazione degli altri, intesa come capacità di far emergere le esigenze di crescita dando rilievo alle abilità che ciascuno possiede
  • propensione all’ascolto e al dialogo
  • capacità di pensiero analitico
  • capacità di creare intorno a sé un clima di fiducia

Allora, sei pronto a scrivere il tuo curriculum vitae da psicologo?

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Come diventare autore radiofonico: studi e possibilità

Hai una passione per la radio e ti piacerebbe capire come diventare autore radiofonico? Allora, sei nel posto giusto. La radio non è affatto morta come mezzo di comunicazione. Chi era pronto a suonare le campane a lutto per via di internet e dei social ha commesso un errore. La radio, infatti, ha subito un’evoluzione interessante, soprattutto dopo la diffusione dei podcast.

Allora, sei pronto a scoprire tutto quello che c’è da sapere su questa affascinante professione? 

Diventare autore radiofonico: compiti

Prima ancora di capire come diventare autore radiofonico, è bene chiarire cosa fa di preciso questo professionista.

Per dirla in maniera semplice, un autore radiofonico crea i format dei programmi. Il lavoro avviene su commissione oppure in modalità autonoma. L’autore può cioè essere contattato da un editore per la creazione di un programma oppure scrivere un format e proporlo a un editore.

In altri casi ancora viene chiamato a lavorare su un format già esistente. In quest’ultima situazione utilizza la propria creatività al servizio di un programma già strutturato. 

In realtà, il lavoro non prevede solo programmi ma anche i cosiddetti documentari radiofonici. Si tratta di veri e propri documentari, di cui l’autore scrive la storia e le domande da sottoporre agli intervistati. Quest’ultimo prodotto, per esempio, è cresciuto molto grazie alla spinta dei podcast. 

Requisiti per lavorare come autore radiofonico

Ci sono dei requisiti che un autore radiofonico deve assolutamente possedere e senza i quali è impossibile intraprendere questo percorso professionale:

  • creatività
  • ottima padronanza della lingua italiana
  • conoscenza del mezzo

Non solo, un autore lavora in collaborazione con diversi professionisti. Non si tratta, infatti, di un’occupazione solitaria, ma di un ruolo che prevede la sinergia con editori, redattori e speaker radiofonici. È importante, quindi, avere qualità caratteriali come la propensione al lavoro in team, l’empatia, la capacità di fare squadra e di accettare le critiche. Quest’ultima qualità, per esempio, è molto importante per tenere a bada ansia e stress. Il tuo lavoro, infatti, sarà soggetto a critiche sia da parte degli addetti ai lavori che dei destinatari finali, vale a dire gli ascoltatori. Imparare a dare il giusto peso ai commenti è davvero una dote indispensabile, anche perché l’approvazione o la disapprovazione del pubblico determina la prosecuzione o meno dei progetti.

Percorso di studi per diventare autore radiofonico

La nostra guida su “come diventare autore radiofonico” non può non soffermarsi sugli studi necessari per aumentare le chance di fare questa professione. Tutte le lauree inerenti le materie umanistiche e la comunicazione sono perfette.

Una laurea in studi umanistici, infatti, ti consente di acquisire la giusta padronanza della lingua e ti fornisce una serie di conoscenze importanti per lavorare in radio. Un percorso come quello previsto dalla laurea in lettere L-10 con curriculum Diffusione della conoscenza, per esempio, prevede esami interessanti per un autore radiofonico:

  • letteratura italiana
  • grammatica normativa della lingua italiana
  • teoria dei linguaggi e dei nuovi media
  • tecnologie della comunicazione digitale

Un autore radiofonico moderno, infatti, deve padroneggiare più linguaggi. I mezzi di comunicazione degli anni duemila sono caratterizzati da una certa commistione di stili e il digitale è entrato anche nella radio. Per questo motivo sono importanti esami come quelli elencati. E sempre per lo stesso motivo, risultano valide le seguenti lauree in comunicazione:

  • laurea in sociologia (L-40)
  • laurea in comunicazione digitale (LM-59)
  • laurea in comunicazione (L-20)

Per avere ulteriori strumenti a tua disposizione è possibile anche seguire dei master specifici post laurea, soprattutto in caso di provenienza da percorsi di studio diversi da quelli indicati.

Unicusano, per esempio, propone diversi master in comunicazione della durata di 1500 ore, i cui programmi prevedono video lezioni, seminari ed esercitazioni. Sono attivi sia master di I livello per studenti in possesso del titolo triennale che master di II livello per studenti con la laurea magistrale.

Le modalità di lavoro

Di solito un autore radiofonico è un professionista freelance. Il lavoro avviene cioè su progetto, con un contratto per ogni singolo programma/collaborazione.

Si tratta, quindi, di una figura indipendente. Non è da escludersi del tutto, però, il lavoro come dipendente, soprattutto nel caso di grandi emittenti nazionali.

Proprio per le caratteristiche di questo lavoro acquisire esperienza e farsi conoscere è molto importante. Tra i requisiti fondamentali dell’autore radiofonico, infatti, va inclusa anche la capacità di fare networking e di tessere più relazioni sociali a scopo lavorativo. Sono importanti, tra l’altro, flessibilità e adattabilità perché si tratta di una professione con picchi occupazionali molto irregolari. Non sei un impiegato che timbra ogni giorno il suo bravo cartellino ed entra ed esce dall’ufficio alla stessa ora. Il tuo lavoro potrebbe essere caratterizzato da un’alternanza tra momenti di impegno intenso e regolare e momenti di calo. Se sei una persona che ha bisogno di sicurezza e di continuità lavorativa, valuta con attenzione questa professione prima di cimentarti.

Come cominciare a lavorare

Per capire davvero come diventare autore radiofonico devi metterti alla prova prima di finire gli studi. È importante, infatti, cimentarsi subito con la creazione di un format o di un documentario radiofonico.
Da questo punto di vista hai due possibilità davanti a te: entrare nella radio dell’università oppure creare un blog dove postare le tue idee o i tuoi esperimenti radiofonici (podcast e documentari). Entrambe le modalità ti permettono di fare esperienza e di presentarti per un colloquio in una radio con qualcosa da mostrare. Per gli eventuali datori di lavoro i tuoi piccoli passi nel mondo radiofonico costituiranno un elemento in più di valutazione. 

Esistono poi diversi contest a livello nazionale e internazionale a cui puoi partecipare con i tuoi progetti.

Se poi ti piace stare davanti a un microfono, nessuno ti vieta di abbinare entrambe le professioni. Potresti cioè diventare uno speaker radiofonico e un autore dei tuoi programmi. Chiaramente, dovrai anche seguire un percorso di studi aggiuntivo che ti consenta di padroneggiare tempi e modalità della conduzione radiofonica.

Allena la tua creatività

L’ultima parte della guida su “come diventare autore radiofonico” è un consiglio valido sempre, anche quando sarai riuscito a fare il mestiere dei tuoi sogni.

Per poter aumentare le tue chance di lavorare in radio come autore devi mantenere sempre viva la tua creatività. Trovare un’idea per un format non è semplice e le radio sono sempre a caccia di persone in grado di sfornare buone idee. Come autore freelance trovare lavoro significa proporre le tue idee affinché qualcuno le opzioni. Devi, quindi, fare delle ricerche, capire l’orientamento del pubblico, studiare il mezzo e le sue evoluzioni, ascoltare i programmi di maggior successo, concentrandoti anche sulle proposte delle radio straniere, e sfornare idee. Sfornare quante più idee è possibile, utilizzandole come esercizio per tenere sempre attiva la tua creatività.

Una volta terminato il percorso di formazione e cumulato un certo ventaglio di progetti, puoi stabilire a chi presentarli. Individua cioè le emittenti più vicine al tipo di format elaborato e, di conseguenza, più interessate (almeno ipoteticamente) alle tue idee.
A questo punto devi lasciare campo libero a un’altra delle qualità che un autore radiofonico dovrebbe possedere: l’intraprendenza. Per avere delle opportunità concrete di ottenere il lavoro non ti resta che contattare le radio e proporti per un appuntamento. Se la tua idea è buona, hai fatto le giuste ricerche sulle tendenze del momento e hai una certa capacità di presentare i tuoi progetti, avrai ottime possibilità di suscitare l’interesse delle radio.

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Dove studiare all’aperto a Rieti e dintorni?

Sta arrivando la bella stagione e ti stai chiedendo dove studiare a Rieti all’aperto? Studiare immersi nella natura aiuta la concentrazione. A sostenerlo sono un gruppo di ricercatori di un’università americana, che hanno condotto un esperimento con l’aiuto di insegnanti e studenti di una scuola elementare. Ebbene, l’esperimento ha dimostrato che le maestre erano costrette a richiamare gli studenti ogni 3,5 minuti in classe e ogni 6,5 minuti all’aperto. I ricercatori hanno ipotizzato così una sorta di “effetto natura” che stimola l’attenzione e aumenta la motivazione. Frequenti l’Università a Rieti e la stagione estiva non è per te il momento migliore per studiare? Allora prova a cambiare ambientazione e a scegliere parchi e aree verdi.

Studiare all’aperto: Parco Vittime 6 aprile 2009

Il primo posto che ti segnaliamo nella nostra guida “dove studiare a Rieti all’aperto” è il Parco Vittime 6 aprile 2009. Si tratta dell’area verde più grande della città, intitolata alle vittime del terremoto de L’Aquila. Forse, ne hai sentito già parlare perché proprio in questo parco si svolge ogni anno la festa dello studente. Si tratta di un’area verde molto grande, con un’estensione pari a ben due ettari e mezzo.

Puoi programmare una mattinata o un pomeriggio di studi e contare sulla presenza di un piccolo chiosco, dove prendere un caffè o una bibita durante la pausa.

Sei una mamma/papà alle prese con la ripresa degli studi universitari? Il Parco Vittime 6 aprile 2009 è sicuramente il posto ideale. Ti ritagli un pomeriggio di studio e porti con te i bambini perché nel parco ci sono dei giochi tutti per loro. Approfitta della possibilità di leggere o ripassare qualcosa, tenendo d’occhio i piccoli da una panchina.

Studiare nel verde a Rieti: Parco Il Coriandolo

Il secondo posto che ti segnaliamo è il Parco Il Coriandolo. Forse lo hai già sentito nominare perché in questo spazio verde si svolge uno degli appuntamenti sportivi più importanti della città: il Rieti Sport Festival. Di solito, la manifestazione ha luogo nel mese di giugno. Ti sconsigliamo, quindi, di programmare il tuo studio all’aperto in quel periodo. In ogni caso il festival dura in media 3/4 giorni, dopodiché puoi usufruire degli spazi verdi.

Ti suggeriamo il parco soprattutto se sei uno sportivo e vuoi approfittare del poco tempo a disposizione per studiare e fare un minimo di attività. Il Parco Il Coriandolo, infatti, dispone di un campo da basket. Studi un paio d’ore e poi ti concedi una meritata pausa facendo due tiri.

Dove studiare a Rieti all’aperto? Pineta di Colle San Mauro

L’area di Colle San Mauro è una sorta di polmone verde cittadino. Ti basta arrivare alla cinta muraria di Rieti e precisamente a Porta d’Arci, che dista solo 400 metri dalla pineta. Il comune ha attrezzato l’area con tavoli da pic nic e panchine. Potrai così usufruire del parco per organizzare sia lo studio che la pausa pranzo. Perché abbiamo inserito Colle San Mauro nella nostra guida su “dove studiare a Rieti all’aperto”? Se ti stai ponendo questa domanda, forse conosci il posto per la presenza di un parco avventura. Non ti stiamo proponendo di studiare e mettere contemporaneamente alla prova il tuo coraggio.

Usufruirai semplicemente della pineta con i pini austriaci, i lecci, gli aceri e carpini. Non è da sottovalutare neppure lo splendido panorama che si scorge da questo punto. Potrai godere, infatti, di una bella vista della Valle Reatina. Se sei alla ricerca di posti alternativi per lo studio, avrai sicuramente sperimentato l’aiuto supplementare alla concentrazione che deriva dal luogo prescelto per leggere, prendere appunti e ripassare. Avrai cioè testato in prima persona quanto sia importante studiare in ambienti con una buona luce naturale e postazioni scrivania ordinate e ben organizzate. Ti sarà capitato, forse, di imbatterti anche in guide che invitano a posizionare delle piante nella tua area studio. Se le piante sono così importanti per migliorare la piacevolezza dell’ambiente di studio, immagina quanto possa essere d’aiuto un luogo con pini, aceri e carpini e una magnifica vista.

Studiare fuori Rieti: il Lago del Salto

Hai un po’ di tempo a disposizione? Allora la destinazione consigliata per te è il Lago del Salto, il più grande specchio d’acqua artificiale del Lazio. Il lago dista una trentina di chilometri dalla città. Se raggiungi, per esempio, Porta d’Arci in Via Giuseppe Garibaldi, puoi imboccare la Strada Regionale 578 e arrivi a destinazione dopo circa 30 minuti in auto.

Abbiamo inserito questa destinazione nella guida “dove studiare a Rieti all’aperto” perché è il posto perfetto per lo studio domenicale. Di solito quando arriva il weekend, la motivazione tende a calare drasticamente. Dopo una settimana intera di studio o di studio e lavoro, è normale desiderare un’uscita o comunque un momento di pausa dalla routine. Se gli esami sono alle porte e non ti puoi permettere una pausa, prendi l’auto e raggiungi il Lago del Salto.

Potrai studiare avendo l’impressione di esserti ritagliato un momento tutto per te. L’area, infatti, è attrezzata e ben tenuta. Studi di fronte alla placidità delle acque del lago, mangi qualcosa e stai all’aria aperta. Lungo le sponde ci sono, infatti, diverse spiagge balneabili attrezzate con ombrelloni, sdraio, lettini e tavolini. Per usufruire di questi servizi devi raggiungere le località di Fiumata e Borgo San Pietro.

Se hai a disposizione un intero fine settimana, ti conviene rimanere un paio di giorni e abbinare lo studio alla visita del posto. Meritano sicuramente una piccola escursione i fiordi e le grotte che si aprono lungo il lago.

Fine settimana di studio all’aperto: Riserva Naturale Laghi Lungo e Ripasottile

La nostra guida “dove studiare a Rieti all’aperto” si conclude con la segnalazione della bella Riserva Naturale Laghi Lungo e Ripasottile. Si tratta di un territorio molto esteso che viene gestito da un consorzio di comuni, tra cui anche Rieti.

L’area protetta è caratterizzata da due piccoli laghi posti al centro della Conca di Rieti, solcata dalle acque del fiume Velino.

La riserva è davvero vicinissima alla città. Dista, infatti, circa 10 chilometri. Non hai bisogno quindi di ritagliarti molto tempo per lo spostamento. Potresti cioè raggiungere la riserva anche un pomeriggio qualsiasi in settimana e immergerti nella natura per ritrovare un po’ di solitudine e concentrazione.

Se sei in un momento di forte pressione e stress, ti consigliamo di dedicare alla riserva un fine settimana intero. Organizzi tutto in pochi minuti, ti fermi a dormire nelle strutture limitrofe e ritrovi l’energia grazie al contatto con la natura. Come forse già sai, una buona pianificazione dello studio prevede sempre delle pause. Non devi studiare per ore e ore senza concederti un attimo di riposo. Il cervello viene bombardato da eccessive informazioni che non è in grado di trattenere. Ecco perché la riserva è il luogo ideale. Hai cioè la possibilità di fare una pausa in un luogo meraviglioso e trarre il massimo vantaggio dallo studio all’aperto. Si tratta, infatti, di posti che offrono una flora e una fauna ricchissime e che sono dominati da una pace in grado di rigenerarti. Diversi studi sottolineano come il contatto con la natura favorisca la riduzione di ansia e stress, che tendono ad aumentare quando la vita cittadina non prevede mai qualche momento da trascorrere nel verde.

Se il tuo esame è alle porte e cominci a percepire un aumento dell’ansia, stacca la spina e dedicati al ripasso in un posto come la Riserva Naturale Laghi Lungo e Ripasottile.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Sei in una fase decisionale sul tuo futuro universitario? Leggi le recensioni Unicusano. Le opinioni di studenti ed ex studenti ti consentono di scoprire tanti dettagli sui corsi, sui docenti e sulla formula e-learning. Puoi contare, infatti, sui resoconti delle esperienze dirette di studenti che stanno seguendo o hanno già concluso il percorso di studi a cui sei interessato.

Leggi qui di seguito i feedback sui diversi aspetti del funzionamento dell’università telematica e chiarisci tutti i tuoi dubbi.

Recensioni Unicusano: qualche info sull’università

Hai pensato all’università telematica perché lavori o non hai la possibilità di trasferirti presso l’ateneo? Se non hai ancora approfondito tutte le informazioni, ti proponiamo una breve panoramica.

Unicusano non prevede l’obbligo della frequentazione in presenza delle lezioni. Tutti i corsi dei docenti sono disponibili sulla piattaforma online, accessibile 24 ore su 24.

Potrai scegliere tra diverse facoltà, iscrivendoti alla laurea triennale o magistrale. I corsi attivi vanno da giurisprudenza a economia, da psicologia a scienze motorie, da ingegneria a scienze politiche e non solo.

Sai poco di ordinamento giuridico delle università telematiche e hai un dubbio sulla validità legale del titolo? Unicusano è stata ufficialmente riconosciuta dal MIUR (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) a seguito della pubblicazione del decreto legislativo del 17 aprile 2003. Questo significa che i titoli rilasciati hanno la stessa validità giuridica di quelli delle università non telematiche. Potrai, per esempio, partecipare ai concorsi pubblici della scuola, delle forze armate o delle amministrazioni locali.

Recensioni Unicusano Rieti

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Feedback Unicusano: la formazione a distanza funziona?

La formazione universitaria a distanza è per molti una novità. Tutto il percorso scolastico classico, infatti, si svolge in presenza ed è naturale essere titubanti.

I dubbi più diffusi riguardano l’utilizzo della tecnologia, il livello di concentrazione e la facilità di comprensione. Prima di iscriversi, molti si pongono domande come: la piattaforma è semplice da gestire? Si rimane concentrati con delle lezioni video? La qualità è buona oppure risente dell’assenza degli studenti in aula?

Dall’analisi delle recensioni Unicusano è emerso che gli studenti considerano la piattaforma semplice e intuitiva e le lezioni video un ottimo strumento didattico.

Molti sottolineano non solo la qualità del materiale, ma anche la possibilità di ascoltare e riascoltare le lezioni in modo da sciogliere eventuali dubbi o incomprensioni:

La piattaforma dove seguire le lezioni è veramente ben fatta, ho la possibilità di vedere le lezioni quando voglio e di scaricare le dispense e tutti gli altri materiali.

Recensioni Unicusano: si riesce davvero a conciliare studio e lavoro?

Se sei un lavoratore, il tuo interesse principale è la conciliazione studio-lavoro. Unicusano ha approntato la propria formula pensando proprio a questo aspetto. In effetti, puoi studiare e lavorare contemporaneamente perché la modalità telematica ti fa risparmiare moltissimo tempo. Come? Non vai ogni giorno in ateneo per seguire le lezioni, non hai necessità di trasferirti presso la sede di Rieti, non devi fare file interminabili in segreteria grazie allo snellimento delle procedure e hai la possibilità di rivolgerti ai tutor per qualsiasi problema. Il servizio di assistenza tramite tutor ti permette davvero di evitare intoppi dovuti a incomprensioni o dubbi. Questa figura, infatti, è sempre a disposizione, come sottolineano anche gli studenti nelle loro recensioni Unicusano:

Per me Unicusano è stata l’occasione di rimettermi in gioco e proseguire la mia formazione nonostante già lavorassi a tempo pieno.

 

I tutor ti seguono e ti supportano nello studio.

Opinioni Unicusano: i professori sono preparati?

I professori delle università telematiche sono vittime di un pregiudizio. Si è diffuso, infatti, un luogo comune secondo cui sono meno competenti dei docenti delle università statali. In realtà, questo preconcetto dipende in parte dalla giovane età dei docenti. Professori giovani, però, significa anche professori entusiasti e nel pieno dell’attività accademica. 

Unicusano tiene molto a sfatare questo luogo comune e seleziona con cura i docenti. Puoi verificarlo tu stesso dando un’occhiata ai curriculum. Ti basta accedere alla pagina della tua facoltà e cliccare sui singoli esami compresi nel piano di studi. Si apre subito una schermata con il nome del docente e il link al suo curriculum.

Tra l’altro, gli studenti stessi si dichiarano soddisfatti nei feedback. Dalla lettura delle recensioni Unicusano viene fuori che una delle qualità più apprezzate insieme alla competenza è la disponibilità:

Ho sempre trovato da parte dei docenti la massima disponibilità e attenzione alle mie esigenze.

 

I docenti sono preparati nelle loro materie, disponibili al dialogo e a qualsiasi chiarimento.

La laurea Unicusano facilita la ricerca di lavoro?

Temi di studiare senza un ritorno reale in termini di lavoro? Unicusano ti fornisce una formazione teorico-pratica. I corsi, infatti, sono tutti job oriented e il dialogo costante con il mondo del lavoro favorisce la formazione di professionisti in linea con le richieste delle aziende. Nei loro feedback gli studenti hanno dimostrato di apprezzare soprattutto la formula “Stage & Job Opportunities”, che permette di avere una prima esperienza già durante l’università. Le partnership instaurate con le realtà produttive locali e nazionali, infatti, sono un’ulteriore garanzia di apertura al mondo del lavoro.

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Cosa ti blocca nel trovare lavoro?

Il tuo percorso scolastico è finito e sei fermo senza fare nulla da troppo tempo. Cosa ti blocca nel trovare lavoro? È questa la domanda che dovresti porti, prima di riprendere a mandare ossessivamente curriculum e a deprimerti per l’assenza di risposte.

Fermati un attimo a riflettere e concentrati su te stesso. Prova a isolarti e a non prendere in considerazione quello che la famiglia si aspetta da te. Per iniziare una proficua ricerca di lavoro devi focalizzarti solo sulle tue inclinazioni e sulle tue aspettative personali. Prendi un quaderno o apri un file e inizia a scrivere semplicemente Cosa fare dopo il diploma? o Cosa fare dopo la laurea? e compila la tua personale lista di desideri lavorativi.

Non riesco a trovare lavoro! Ma sai quale lavoro cercare?

Le difficoltà nella ricerca del lavoro nascono, spesso, quando non si ha in mente un obiettivo preciso. Se sai soltanto di dovere/volere lavorare e rispondi a qualsiasi annuncio, la tua ricerca potrebbe rivelarsi davvero complessa.

Fermati un attimo a riflettere su cosa vorresti fare. Compila la tua lista di professioni e fai una verifica. Per ciascun lavoro approfondisci le competenze richieste e le qualità personali indispensabili. Ami stare all’aria aperta e non ti dispiacerebbe lavorare come agricoltore o giardiniere, ebbene cerca di capire se disponi già di tutte le competenze necessarie.

Dopo aver fatto questa verifica incrociata, scarta tutte le professioni per le quali ti mancano sia qualifiche professionali che qualità personali. In questo modo risparmi tempo prezioso e ti eviti qualche frustrazione in più. Assenza di competenze e di predisposizione personale portano a un’unica conclusione: non sei tagliato per quel determinato ruolo, anche se a livello ideale non ti dispiacerebbe ricoprirlo.

Questa analisi preliminare ti aiuterà a capire cosa vuoi fare davvero della tua vita. Se hai capito qual è il lavoro perfetto per te, puoi pensare anche di iniziare un percorso di formazione specifico, utile a indirizzarti verso quella determinata professione.

Ti sei reso conto che il lavoro da dipendente non fa al caso tuo? Bene, questo è il momento di capire se la tua strada è quella del libero professionista o dell’imprenditore. Se vuoi fondare una tua impresa, la domanda cosa ti blocca nel trovare lavoro? ha una risposta precisa, nessuno degli annunci a cui rispondi prevede un ruolo da imprenditore.

Evita le pressioni

Prova a immaginare che qualcuno ti ponga a bruciapelo la domanda Cosa ti blocca nel trovare lavoro. Se ti fermi a riflettere, riuscirai sicuramente a individuare la risposta. Oltre alla mancanza di un obiettivo preciso, le aspettative della famiglia sono spesso il grande ostacolo. Genitori esigenti o al contrario genitori preoccupati possono essere molto controproducenti.

In molti casi non è d’aiuto neanche l’ambiente. Se sei circondato da coetanei che non hanno avuto particolari difficoltà, potresti sentirti depresso e ansioso. Questo non è certo uno stato d’animo che facilita la ricerca di lavoro. È questo il tuo problema? Allora, una buona soluzione potrebbe essere cercare lavoro altrove. Allontanarsi cioè dall’ambiente che ti causa stress per provare a cercare la tua strada. Per quelli che non hanno paura delle scelte radicali potrebbe funzionare anche un trasferimento all’estero.

Qualche consiglio per trovare lavoro più facilmente

Spesso, la domanda cosa ti blocca nel trovare lavoro? ha risposte molto banali, che non hanno a che vedere con stati d’animo particolari. A volte non si sa semplicemente da dove cominciare e si improvvisa, finendo per entrare in un brutto circolo vizioso. Ti proponiamo una piccola check list con tutti i passi da compiere per far sì che la ricerca di lavoro non sia troppo complessa. Controlla tutti i punti per verificare se ne hai saltato qualcuno a cui è imputabile il tuo blocco:

  • CV breve e conciso contenente tutte le informazioni più rilevanti sulla formazione e sul percorso professionale. Controlla se il tuo CV è privo di errori ortografici/di battitura ed è chiaro e sintetico.
  • invio dello stesso CV per tutti gli annunci. Se ti canditi per tante posizioni diverse, sarebbe meglio modificare il curriculum mettendo in evidenza competenze ed esperienze più in linea con la singola professione
  • presenza online curata e adeguata al profilo professionale a cui si ambisce. Profilo Linkedin aggiornato e redatto preferibilmente in italiano e inglese. Fai subito una verifica sui tuoi profili e sulla tua presenza sul web. In fondo, una povera insegnante elementare negli Stati Uniti ha perso il lavoro per via di una foto in cui compariva con una bottiglia di birra in mano e dichiarava di  aver bevuto troppo.
  • invio dei curriculum esclusivamente online. Ti sei affidato solo ai portali online? A bloccarti nella ricerca potrebbe essere l’uso di un unico canale. Dovresti diversificare utilizzando agenzie interinali, navigator e networking. Quest’ultimo, per esempio, funziona ancora molto bene, soprattutto nelle cittadine di medie e piccole dimensioni. Puoi fare network anche online, prendendo contatto con persone che svolgono la professione a cui sei interessato. Quei professionisti, infatti, sono una preziosa fonte di informazioni e potrebbero consentirti di venire a conoscenza di interessanti opportunità lavorative.

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Le migliori app per concentrarsi nello studio

Sei alla ricerca di app per concentrarsi nello studio? Usare la tecnologia per rendere più proficue le ore di studio è sicuramente un’ottima idea. Certo, orientarsi tra le diverse applicazioni esistenti non è semplice. Ecco a te una serie di app per lo studio selezionate con cura. Leggi la guida e scarica subito l’applicazione più adatta alle tue esigenze.

Concentrarsi nello studio: Forest

Il problema principale per gli studenti moderni sono proprio app e cellulari. Cosa significa? Messaggi, social e chiamate sono le fonti principali di distrazione. Ecco a te l’app per concentrarsi nello studio: Forest.
Il funzionamento è molto simpatico e motivazionale. Non appena inizi a studiare, pianti un seme che diventerà una bella pianta. Più tempo passi immerso nello studio e più la pianta cresce, diventando rigogliosa. Non appena ti distrai uscendo dall’applicazione, invece, la piantina comincia a soffrire e a morire. Si tratta di un sistema molto semplice per verificare subito se le tue sessioni di studio sono proficue. Cosa significa? Quando stai studiando nella maniera giusta senza distrarti troppo spesso, la tua foresta sarà verde e rigogliosa.

L’applicazione sfrutta cioè la tecnica di concentrazione del pomodoro, che consiste nell’impostare un timer per definire i tempi da dedicare a una determinata attività. Come si fa?

  • scegli un’attività da svolgere (ripassare, prendere appunti, leggere un capitolo ecc)
  • imposta il timer
  • studia fino a quando il timer non suona
  • fai una pausa e riparti dal principio

Nei minuti di impostazione dell’attività non puoi prendere il telefono e fare altro, come per esempio leggere un messaggio o guardare un social. Se chiudi l’applicazione, perdi la sfida e la tua piantina sfiorisce. La foresta virtuale rimane poi nel tuo profilo e puoi persino confrontarla con quella dei tuoi amici per alimentare la tua motivazione.

Studiare con il sistema delle flash cards: Anki

Se mancano pochi giorni agli esami e vuoi mettere alla prova la tua memoria, ti consigliamo il sistema delle flash cards. È una tecnica molto usata negli Stati Uniti e consiste nella creazione di una serie di carte con domanda sul fronte e risposta sul retro. Se il tempo è poco e non hai una grande memoria fotografica, è la tecnica che dà i risultati migliori.

Anki è un’applicazione basata proprio sul sistema di flash cards. È disponibile per Mac, Windows e Android ed è semplicissima. Una volta scaricata, devi solo creare il tuo mazzo di domande e risposte. Puoi anche usare un mazzo già pronto, scegliendolo tra quelli presenti nella sezione Mazzi Condivisi.

Anki è un’applicazione open source creata nel 2006, il cui algoritmo sfrutta il concetto della curva dell’oblio di Hermann Ebbinghaus. Secondo questa teoria, l’apprendimento è più efficace quando viene dilazionato nel tempo. Per superare con successo un esame non si dovrebbe cioè ripetere il giorno prima, ma ripassare con questa cadenza: 7 giorni prima, 4 giorni prima e 2 giorni prima. In questo modo la curva dell’oblio si dilata e i concetti non vengono dimenticati. Questa teoria regola il funzionamento di Anki e ti propone il ripasso secondo intervalli di tempo crescenti. L’applicazione tiene conto cioè dei tuoi progressi nello studio e della curva dell’oblio e ti ripropone una carta quando ritiene che tu ne abbia bisogno.

Per ottenere dei vantaggi da Anki devi usarla tutti i giorni. Inizia con 5/6 carte al giorno per arrivare fino a 25/40. In questo modo memorizzi bene nuovo materiale e, allo stesso tempo, non ti sovraccarichi troppo. Consigliata per studiare lingue straniere oppure materie complesse con tanti elementi da ricordare, tra cui medicina a giurisprudenza.

Organizzare meglio lo studio: Evernote

Tra le app per concentrarsi nello studio va inserita assolutamente Evernote. L’organizzazione è fondamentale per gestire la preparazione degli esami e non perdere tempo prezioso alla ricerca di note e appunti.

Evernote è dotata di sincronizzazione sul cloud e ti consente di prendere appunti su qualsiasi device. Sei in auto e ti è venuta in mente qualcosa di importante da segnare? Apri Evernote sul telefono e prendi il tuo appunto senza problemi. Non solo, l’applicazione ha un sistema di tag che facilita la riorganizzazione delle note. In questo modo trovi subito senza problemi quello che stai cercando. In realtà, Evernote ha la sua funzione interna di ricerca. Se non hai usato tag, non devi quindi preoccuparti perché Evernote è in grado di ritrovare tutte le informazioni che desideri. Riesce persino a ripescare le note scritte a mano.

App per creare mappe mentali: Cmap Tools

Per aumentare la tua concentrazione devi usare le mappe mentali. Una delle soluzioni migliori è Cmap Tools, disponibile per Windows, macOs e Linux. Si tratta di un’applicazione molto semplice e intuitiva, con un’unica condizione: bisogna installare Java sul computer per poterla utilizzare.

Una volta scaricata, la mappa è praticamente già pronta e devi solo personalizzarla utilizzando una serie di elementi a tua disposizione. Puoi modificare, per esempio, lo sfondo, il colore e l’aspetto delle linee, il carattere e gli oggetti presenti.

In realtà, tra le app per concentrarsi nello studio che ruotano intorno alle mappe mentali non c’è che l’imbarazzo della scelta. Qui sotto, trovi un piccolo elenco:

  • Xmind per Windows, macOs e Linux
  • MindNote per macOs
  • MindMeister, applicazione online disponibile anche per Android e iOS
  • Draw.io, applicazione online gratuita. Una volta creata la mappa, puoi decidere se salvarla sul computer oppure su Google Drive o su OneDrive

App per ritrovare la concentrazione rilassandosi: Tide

Molto spesso la concentrazione è impedita da preoccupazioni, pensieri e impegni che affollano la mente. Per poter aprire un libro e capire davvero il contenuto bisogna essere rilassati. Iniziare una sessione di studio con un carico di stress e ansie, non aiuta assolutamente la memorizzazione.

Tide ti viene in soccorso consentendoti di ritrovare  la calma messa a dura prova dalla quotidianità. Ti basta scaricarla e scegliere una delle cinque atmosfere rilassanti che fanno al caso tuo tra:

  • rain – rumore della pioggia e del temporale
  • forest – rumore di foreste e uccelli
  • ocean – rumore del mare
  • muse – musica rilassante
  • cafè – leggero brusio della folla

App per risparmiare tempo: RescueTime

Il tuo problema è che non riesci a capire come mai il tempo non ti basta mai? Probabilmente, non lo usi nella maniera giusta e ti sfugge senza che tu te ne renda conto. La tua app per concentrarti nello studio è RescueTime. Si tratta di una semplice applicazione che ti aiuta a tracciare il tempo investito davanti ai dispositivi elettronici. Riceverai cioè una sorta di report con l’indicazione di tutte le applicazioni utilizzate, del tempo che hai trascorso su ognuna e dei vari momenti di accesso. In questo modo potrai capire come usi davvero il tempo e quali attività sono sacrificabili per aumentare le ore da dedicare allo studio.

App motivazionali: Productivity Challenge Timer

Senti di avere bisogno di aiuto per motivarti durante lo studio? Productivity Challenge Timer è semplice da usare e ti permette di creare dei progetti caratterizzati da precisi obiettivi temporali. Per aiutarti a raggiungere il tuo scopo l’applicazione invia messaggi ed effetti sonori e ti stimola a rimanere concentrato. Non solo, tiene conto anche delle tue statistiche quotidiane e ti stimola a superare i tuoi record di studio in vista di un miglioramento continuo. L’applicazione è compatibile con dispositivi Android 4.1 e versioni successive e con dispositivi iOS 10.0 e versioni successive.

Allora, quale app per concentrarsi nello studio scaricherai?

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Laurea Magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a Rieti con il Percorso Eccellenza

Vuoi provare la strada dell’insegnamento? Ti consigliamo allora di iscriverti alla laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a Rieti con il Percorso Eccellenza.

Unicusano ti propone un corso che non ti apre solo le porte del mondo didattico. Potrai cioè usufruire di un piano di studi molto articolato e di una modalità didattica che ti aiuta a concludere con successo il tuo percorso universitario.

Guida alla laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana a Rieti

La laurea in scienze umanistiche curriculum in lingua e letteratura italiana è accessibile agli studenti in possesso del titolo triennale. Devi avere, inoltre, una buona padronanza dell’italiano per intraprendere il percorso biennale da 120 crediti formativi con esami come letteratura italiana contemporanea nel contesto europeo, lingua inglese, grammatica normativa della lingua italiana e ricerca educativa e analisi dei dati.

Che cos’è il Percorso Eccellenza

Il Percorso Eccellenza è la nuova formula inserita da Unicusano tra le proprie proposte formative. La didattica rimane a distanza e le novità riguardano l’assistenza agli studenti e la modalità per sostenere gli esami.

Come funziona la laurea magistrale in Scienze Umanistiche – Lingua e letteratura italiana

Niente trasferimenti presso l’ateneo o spostamenti per seguire le lezioni. La laurea si svolge online. Cosa significa? Le lezioni e i materiali didattici sono disponibili sulla piattaforma e-learning della facoltà, accessibile 24 ore su 24. Dovrai quindi recarti in ateneo solo per dare gli esami e discutere la tesi.

Il titolo conseguito ti permette di lavorare come:

  • responsabile ufficio stampa
  • insegnante di scuole di I e II grado
  • addetto ai servizi culturali
  • revisore testi in case editrici e agenzie editoriali

Cosa cambia rispetto a un corso di laurea tradizionale?

Il Percorso Eccellenza ti consente di sperimentare la formula degli esami in esoneri. Per dare cioè un esame sostieni una serie di prove intermedie su una parte del materiale didattico. Non devi cioè sostenere più l’esame al termine di ciascun corso dei docenti e studiare su tutto il programma.

Se poi hai dubbi/problemi, ti affidi al mentore. Si tratta di un membro della facoltà che assiste solo gli studenti di lettere, offrendo un aiuto mirato e personalizzato.

I benefici per lo studente

Se vuoi capire di quali vantaggi potresti usufruire come studente del Percorso Eccellenza, dai un’occhiata alla lista qui sotto:

  • percorso universitario più sereno
  • laurea entro i due anni senza rischio di andare fuori corso
  • assistenza continua del mentore
  • più tempo per la vita privata

La retta ammonta a 5000 euro all’anno. Per maggiori informazioni compila subito il form a lato.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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